VENDITA DI CORSI DI FORMAZIONE ONLINE. COME GARANTIRE IL DIRITTO DI RECESSO

Corsi di formazione online e recesso
La disciplina del Codice del Consumo per il recesso in caso di vendita di contenuti digitali.

Negli ultimi anni sempre più persone si sono avvicinante al mondo della formazione online.

Il trasloco dalle aule fisiche a quelle virtuali ha subito naturalmente un incremento anche in occasione del lock-down. A seguito di questa esperienza anche i più restii si sono lasciati conquistare dalla formazione da remoto.  Alcuni per ottimizzare il tempo da trascorrere in casa, altri per semplice curiosità. È un dato certo che le richieste di corsi online, soprattutto con modalità asincrona, sono aumentate.

Ma quali sono le tutele per i consumatori che decidono di acquistare online corsi di formazione? Come viene garantito il diritto di recesso?

1. IL DIRITTO DI RECESSO. LA REGOLA GENERALE.

La principale tutela viene individuata nel D. Lgs 206/2005 Codice del consumo, che rappresenta il punto di riferimento in materia di diritti e doveri in occasione di acquisti.

L’art. 52 sancisce quella che è considerata la regola generale in relazione al diritto di recesso. In particolare tale disposizione normativa prevede a favore del consumatore il diritto di recedere dai contratti o dalle proposte contrattuali, garantendogli il diritto di restituire il prodotto acquistato e di ottenere il rimborso della spesa sostenuta entro un periodo di 14 (quattordici) giorni, senza alcuna penalità e senza necessità di indicare una motivazione specifica.
Il periodo di recesso termina dopo 14 (quattordici) giorni dal ricevimento dei beni o, nel caso di servizi, dalla conclusione del contratto. Entro tale termine il consumatore deve comunicare al fornitore del bene/servizio la volontà di recedere dal contratto per iscritto secondo le modalità e i contatti specificati del fornitore.

Il diritto di recesso disciplinato dal Codice del Consumo è rivolto esclusivamente al consumatore, al quale viene garantita una tutela completa essendo considerato la parte debole del contratto.

Anche il codice civile all’art. 1373 prevede tale diritto, presentando però notevoli differenze rispetto alla regolamentazione prevista dal Codice del consumo.

Per circoscrivere l’analisi alla situazione della vendita effettuata online, con particolare riferimento alla vendita di materiale didattico in formato digitale, ci limiteremo in questa sede ad approfondire esclusivamente la trattazione riservata a tale diritto dal Codice del consumo.

2. L’ECCEZIONE ALLA REGOLA GENERALE. IL RECESSO DOPO L’ACQUISTO DI UN CORSO ONLINE.

La vendita di prodotti via internet, fra cui rientra certamente l’erogazione di corsi online, trova una sua espressa disciplina agli articoli dal 45 al 67 del codice del consumo.

In occasione di tale modalità di vendita gravano sul venditore numerosi obblighi informativi, tra questi anche l’obbligo di informare in merito all’esistenza e alle modalità con le quali il consumatore può esercitare il diritto di recesso. Ciò è sintomatico dell’importanza che viene riconosciuta a questo diritto soprattutto in occasione di vendite online.

Quindi in caso di acquisto di materiale didattico in formato digitale come viene gestito il c.d. “diritto al ripensamento”? Vale sempre la regola generale dei quattordici giorni prevista dall’art. 52 del Codice del consumo?

In questo caso non si applica la regola generale in quanto l’art. 59 del Codice del consumo esclude, in certi casi, la possibilità per l’acquirente di restituire la merce una volta ordinata e ricevuta.

Tra questi casi sembra rientrare anche la vendita di contenuti digitali, ma cerchiamo di capirne di più.


L’articolo in questione fa riferimento a fenomeni specifici, non suscettibili di interpretazione estensiva, per cui non è possibile applicarlo a fattispecie ulteriori a quelle previste espressamente dal legislatore. Riferendoci esclusivamente alle ipotesi di vendita di contenuti digitali l’eccezione si applica anche in caso di materiale didattico privo di supporto fisico, a condizione che l’esecuzione sia iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che in tal caso avrebbe perso il diritto di recesso.

3. CONSIGLI OPERATIVI PER VENDITORI E CONSUMATORI

In relazione a quanto analizzato fino a questo punto della trattazione possiamo quindi affermare che:

  • La regola principale prevede in capo ad ogni consumatore la possibilità di esercitare di diritto di recesso.
  • Esistono però alcune eccezioni al diritto di recesso, che sempre in ottica di tutela del consumatore, sono state rigorosamente specificate dal legislatore.
  • La vendita di contenuti digitali privi di supporto materiale rientra tra le eccezioni applicabili proprio ai corsi di formazione online, escludendo il diritto di recesso a determinate condizioni.

Il punto cruciale della vicenda è fornire ad entrambi i protagonisti di questo rapporto uno strumento fondamentale per agire bene: la consapevolezza.

Utile per il consumatore al fine di conoscere i suoi diritti e pretendere che siano garantiti anche quando acquista online.

Necessaria per il rivenditore che è tenuto a rispettare la legge e ad individuare correttamente la disciplina da applicare al caso concreto in materia di recesso, riuscendo così a distinguere tra regola generale o eccezione da applicare alla sua tipologia di vendita online.

Per applicare l’eccezione alla fornitura di corsi online è il rispetto dell’obbligo di informazione precontrattuale

Il venditore quindi, in caso di vendita online di contenuti digitali oggetto di downloading, dovrà:

  1. Effettuare un’analisi legale del suo sistema di vendita online;
  2. Individuare gli elementi che eventualmente giustificano l’esclusione del diritto di recesso;
  3. Fornire, preventivamente alla conclusione dell’acquisto, un’informativa chiara e semplice che descriva l’esclusione del diritto di cui sopra, rispettando così l’obbligo di informazione precontrattuale.

Il consumatore dovrà:

  1. Leggere attentamente le disposizioni contrattuali prima di accettarle;
  2. Verificare che il diritto di recesso sia comprensibile e adeguatamente giustificato;
  3. In caso di non rispondenza delle disposizioni contrattuali alle previsioni legislative richiedere il proprio diritto di recedere. In caso di risposta negativa potrà alternativamente utilizzare metodi stragiudiziali, adire l’autorità giudiziaria, o ancora richiedere l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

4. CONCLUSIONI

Concludendo, quindi, possiamo affermare che la normativa di riferimento sembra essere chiara relativamente agli acquisti online di materiale digitale; quello che risulta essere ancora poco chiaro è l’informazione che viene fornita al consumatore.

La ratio della norma è proprio quella di fornire al consumatore gli strumenti per acquistare consapevolmente anche quando ciò avviene online, luogo in cui spesso la dinamicità dell’acquisto porta a concludere il tutto in tempi brevi e senza porsi troppe domande.

E’ bene sapere che la possibilità di escludere il recesso è normata ed è applicata molto frequentemente. Meglio esserne a conoscenza prima di confermare l’acquisto per evitare di essere delusi dopo.

Per quanto riguarda il rivenditore è innegabile che la vendita online rappresenti un metodo innovativo e ad oggi risolutivo di molte concrete problematiche.
Le difficoltà vissute dalle società fornitrici di corsi di formazione sono innegabili e trasformare l’aula fisica in virtuale rappresenta forse l’unico modo per superare gli ostacoli dovuti alla necessità di evitare incontri in presenza.

È bene però riconoscere il vero valore di questa opportunità non sprecando l’occasione di distinguersi dai competitors pubblicando informazioni trasparenti che riconoscono il giusto ruolo al vero protagonista dell’intero sistema: il consumatore.

Un consumatore soddisfatto rappresenta il migliore investimento, soprattutto in tempi di confusione come quelli vissuti dal mercato attuale, sia online che offline.