BITCOIN: STRUMENTO PREZIOSO DA MANEGGIARE CON CURA

Bitcoin: strumento prezioso da maneggiare con cura
Strumento speculativo o vera e propria moneta?

Con l’avvento delle criptovalute è iniziata una lenta ma progressiva rivoluzione nel modo di intendere e fare affari. Agli albori snobbata e considerata quasi un “gioco”, oggi la Valuta Virtuale, ed in particolare il Bitcoin, ha attirato a sé l’attenzione di investitori, imprenditori e perfino dei grandi gruppi bancari.

Troppo instabile per considerarlo un “bene rifugio” o per pensare di accantonarlo a lungo termine, il bitcoin oggi rappresenta sicuramente un mezzo di scambio molto appetibile ed estremamente interessante. Tuttavia operare in bitcoin potrebbe essere molto rischioso e il consiglio è quello di farsi sempre affiancare da un legale o da un consulente capace.

Proviamo a capirne di più.

CHE COS’E’ BITCOIN

Bitcoin (spesso abbreviato in BTC o XBT) è una delle tantissime criptovalute (ossia, “denaro contante” virtuale) oggi in circolazione, attraverso cui è possibile concludere transazioni o effettuare acquisti, esattamente come siamo abituati a fare tutti i giorni con la moneta ”fisica” (ad es. Euro o Dollari).

In altri termini, è come un sistema monetario parallelo, un mezzo di scambio alternativo alla moneta “reale” che alcuni non hanno esitato a definire “nuova forma di baratto”, con dinamiche e regole proprie.

Eppure il bitcoin, nonostante oggi sia a tutti gli effetti riconosciuto come moneta, per diverse ragioni di carattere giuridico-economico appare ancora una forzatura (o meglio, una forte inesattezza) equipararlo alle monete che circolano nei nostri portafogli. In particolare, non solo oggi manca un impianto normativo capace di regolare puntualmente la materia (espone quindi a possibili contrasti con gli artt. 1277 – 1280 cc, nonchè pone anche difficoltà in ottica recupero credito), ma soprattutto il bitcoin è caratterizzato da una incontrollabile fluttuazione in termini di valore (e quindi del potere d’acquisto). Infatti, quanto vale un bitcoin è deciso dalle leggi di mercato, venendo rimesso integralmente al meccanismo della domanda e dell’offerta (ad esempio oggi un bitcoin = 6.043,62 euro). Per tali ragioni, si ritiene che la moneta virtuale sia da considerare molto più vicina ad uno strumento speculativo piuttosto che ad una moneta vera e propria.

QUALI DIFFERENZE RISPETTO ALLA MONETA TRADIZIONALE

Anzitutto il bitcoin può essere utilizzato solamente per operazioni virtuali, cioè effettuate in rete, da computer, smartphone o qualsiasi altro mezzo idoneo. I bitcoin possono essere scambiati su internet in qualsiasi momento e in ogni luogo, con versamento diretto dal compratore al venditore senza la necessità di coinvolgere un intermediario finanziario come la banca (sistema peer-to-peer). Al contrario della moneta fisica, poi, i bitcoin sono pensati per essere “coniati” in numero limitato (possono essere creati solamente 21 milioni di bitcoin e oggi sono circolanti circa 17 milioni) e non possono essere duplicati. Non essendo una moneta avente corso legale, il pagamento in bitcoin è possibile solo nei confronti di chi accetta tale forma di corrispettivo, potendo il creditore legittimamente pretendere il pagamento in moneta “reale”.

Altra rilevante differenza è rappresentata dalla decentralizzazione, ossia dall’assenza di una autorità centrale con funzioni di controllo e gestione delle politiche monetarie (ossia non esiste un equivalente della BCE, FED o Zecca di Stato). Questo è uno dei motivi principali delle continue fluttuazioni di valore.

Tutte le transazioni sono riportate in un registro on line accessibile a chiunque, la cd. blockchain (per saperne di più clicca qui). Questo significa che ognuno è in grado di seguire in tempo reale la catena delle transazioni e di effettuare movimenti attraverso un software chiamato Wallet (programma informatico che permette di gestire i propri bitcoin, ricevere ed inviare moneta virtuale ad un altro wallet, mediante l’utilizzo di un codice personale).

Infine, le transazioni in Bitcoin sono caratterizzate da un alto grado di anonimato. Infatti, per concludere una operazione non è richiesta la diffusione dei dati personali dei soggetti coinvolti rendendo estremamente difficile intercettare il punto di partenza e il punto di arrivo delle singole transazioni.

TUTTO BELLO, MA……

A fronte di tantissimi aspetti positivi (si pensi alla possibilità di concludere affari in tempi rapidissimi e ovunque nel mondo), ve ne sono altrettanti che sollevano problematiche di non semplice soluzione.

In primis, il Wallet (ossia il portafoglio contenente tutti i vostri bitcoin) è rimesso alla gestione completa del proprietario, compresa la sua protezione e la conservazione adeguata di password e credenziali di accesso (si consigliano backup regolare, se criptato meglio, conservazione in luoghi differenti, costituzione di un portafoglio offline o “cold storage”). In definitiva, al fine di operare in bitcoin sarà necessario avere un minimo di competenze informatiche, oppure affidarsi a soggetti seri e capaci.

Inoltre, chi opera in bitcoin è costantemente esposto ad alti rischi connessi ad una possibile forte svalutazione. Pertanto quando si decide di stipulare un contratto ove sia previsto un corrispettivo in bitcoin ricordare sempre: più sarà distante il termine previsto per il pagamento, maggiore sarà il rischio per chi deve ricevere il corrispettivo.

Infine, l’anonimato nelle transazioni ha fatto sì che tale mezzo di scambio abbia trovato terreno fertile nelle attività illegali (ad esempio riciclaggio, traffico di armi, scambi nel dark web, gioco d’azzardo on line, scommesse, poker e altre attività “fuorilegge”). A conferma di ciò, le statistiche dicono che circa la metà delle transazioni fino ad oggi effettuate siano riconducibili a Silk Road, sito oggi non più attivo, dove era possibile acquistare illegalmente armi e droghe.

“L’oro in fondo è un metallo come tanti altri e la banconota è semplicemente un pezzo di carta” cit.