COS’È LA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN E COME FUNZIONA

Blockchain, sarà rivoluzione
La tecnologia Blockchain promette maggiore trasparenza e democrazia nelle interazioni quotidiane con la tecnologia. L'articolo illustra, in modo semplice, la struttura base di questa tecnologia, formata da una serie di blocchi fra loro collegati (catena di blocchi) e quali saranno i possibili scenari applicativi.

Fin dall’inizio la tecnologia Blockchain è stata associata ad alcuni ideali sociali e politici.
Si inneggia alla trasparenza e a nuovi modelli di business basati su sistemi più democratici.
La ragione risiederebbe nel processo di creazione di una Blockchain e nelle complesse regole che la governano.
Per renderle più comprensibili, può giovare un richiamo alla nostra esperienza comune.

BLOCKCHAIN: UN SISTEMA DI ARCHIVIAZIONE, MA CON REGOLE NUOVE.

Provate a pensare alla Blockchain come ad un Database, alla pari di un sistema di registrazione e archiviazioni di dati.

Se vogliamo, per la quantità massiva di dati che il sistema Blockchain è in grado di contenere, si potrebbe azzardare un parallelismo con i registri catastali, ma ad essere sinceri, l’esempio lascia il tempo che trova perché questa tecnologia è governata da regole differenti, che, gioco forza, danno vita ad un’ecosistema nuovo.

Nello specifico, la Blockchain è strutturata in blocchi tutti collegati fra loro in modo da creare una vera e propria catena di blocchi; da qui, appunto, il nome stesso Blockchain. All’interno di ciascun blocco vengono poi archiviate una serie di transazioni, e ciò sta a significare che ogni blocco è già di per sé un piccolo archivio.

DALLA TRANSAZIONE AL BLOCCO, DAL BLOCCO ALLA CATENA DI BLOCCHI.

LA TRANSAZIONE: Per esemplificare il concetto di transazione, si fa solitamente rinvio alla più tipica delle transazioni commerciali, quella di compravendita fra due parti contrattuali. Il caso è scolastico: Tizio, in qualità di parte venditrice, cede l’immobile Alfa all’acquirente Caio.

Si forma il blocco con tutte le informazioni utili riguardanti la transizione.

Viene quindi creata una transazione nella quale sono inserite una serie di informazioni utili per verificare i termini della vendita, fra cui, ad esempio, il prezzo concordato, la documentazione che certifica il diritto di proprietà di Tizio e la disponibilità economica di Caio, oltre ad alcune informazioni attestanti le cautele adottate per garantire la sicurezza e l’autenticità della transazione (come la firma crittografica). In breve, la transazione contiene tutti i dati utili a comprendere l’oggetto della vendita.

IL BLOCCO: A questo punto si procede alla creazione del Blocco contenente la transazione, ma prima che esso entri a far parte dell’intera catena di blocchi, vi è un passaggio intermedio talmente importante da rappresentare un elemento di specificità della tecnologia Blockchain.
Ebbene, tale blocco, che, va detto, normalmente comprende più di una transazione, viene sottoposto alla verifica preventiva di tutti coloro che partecipano alla catena di blocchi, cioè alla rete Blockchain.

LA CATENA DI BLOCCHI: Nel nostro caso, tutti gli utenti Blockchain potranno verificare, in base alle informazioni contenute all’interno della transazione di vendita, che Tizio è il proprietario della casa, che Caio ha denaro sufficiente per comprarla, e che, più in generale, non vi sono impedimenti al passaggio di proprietà, per cui il la transazione medesima è legittima e può essere aggiunta alla catena di blocchi.

Dopo una atenta verifica, il blocco entra a far parte della Blockchain (catena di blocchi).

LA NOVITÀ DEL SISTEMA BLOCKCHAIN.

Quale è la novità rispetto ai più comuni sistemi di archiviazione?
Qui torna utile l’esempio del registro catastale: quest’ultimo è un archivio i cui dati sono raccolti e conservati dallo Stato, per il tramite di un’agenzia pubblica (come noto, l’Agenzia delle Entrate) che svolge funzioni e compiti anche in materia di catasto.
Per cui c’è un solo soggetto, in questo caso di diritto pubblico, che gestisce in veste di amministratore centrale la materia del catasto e, pertanto, tale soggetto è il solo legittimato a decidere quali dati catastali vanno registrati e validati, oltre a definire anche le regole di accesso all’archivio da parte dei cittadini.

Dunque, un sistema di archiviazione tradizionale presenta un’architettura centralizzata perché i dati tenuti in questi registri sono gestiti da un’autorità centrale, che si riserva il compito di verificarne la correttezza, di controllarne l’accesso da parte di soggetti esterni e di conservarli.

Tutti noi crediamo che le informazioni estratte da un registro come quello catastale siano corrette, perché confidiamo che chi lo gestisce abbia verificato che il loro contenuto sia rispondente al vero.

Non ci poniamo neppure la domanda che tali dati non siano corretti, altrimenti il sistema del registro centralizzato, che si fonda proprio sulla fiducia riposta dagli utenti nei confronti dell’autorità centrale, perderebbe credibilità e non avrebbe più ragion d’essere.

La Blockchain, invece, si basa su opposti principi: promette di sottrarre alle autorità centrali il controllo sulle transazioni quotidiane, fra cui è ricompresa la vendita dell’esempio precedente, e di ridistribuire questo controllo a tutti gli utenti della rete Blockchain.

Ecco l’importanza di quel passaggio intermedio, di cui si è fatto cenno sopra, che consiste nel controllo sulla validità della transazione, effettuato da tutti i partecipanti della Blockchain.
In questo modo si risolve il problema di verificare la legittimità della transazione in assenza di un’autorità centrale, perché il registro è gestito da tutti gli utenti, e quindi non vi è più l’esigenza di un controllo “superiore”.

UN SISTEMA DECENTRALIZZATO: OGNI UTENTE POSSIEDE IL REGISTRO BLOCKCHAIN.

Ogni utente Blockchain è in possesso di una copia del registro; questo significa che Tizio e Caio potranno chiedere che la loro transazione di vendita sia aggiunta alla Blockchain, ma che tale richiesta sarà accettata solo se tutti gli utenti concordano sulla sua legittimità, avendo già verificato che Tizio, ad esempio è il proprietario di quell’immobile e che Caio ha la disponibilità economica per comprarlo.
In caso di esito positivo, il blocco contenente la transazione viene aggiunto al registro Blockchain, come ultimo anello di una lunga catena di blocchi, ed ogni copia del registro detenuta dal singolo utente sarà aggiornata con l’ultimo blocco di transazioni.

Un sistema decentralizzato dove tutti sono in possesso del registro aggiornato.

Il principio di democrazia e di trasparenza si lega pertanto a questo concetto di decentralizzazione: tutti gli utenti Blockchain possono verificare la validità di tutte le transazioni e non vi è più un’autorità centrale a cui è demandato il compito di gestire questo processo di controllo.

Inoltre, una volta che il blocco è aggiunto alla catena nessun utente potrà più rimuoverlo; tornando ancora al nostro esempio, la transazione di vendita fra Tizio e Caio sarà registrata in modo permanente e tutti potranno sempre verificare i termini di quella cessione di immobile, senza dover richiedere ad altri l’accesso ai dati della transazione.

Nel prossimo articolo dedicato a questa tecnologia, verrà approfondito proprio il tema della trasparenza applicato alla Blockchain, su cui tanto si è detto in questi ultimi mesi, con un focus sul ruolo che l’UE ha intenzione di avere nel promuovere tale piattaforma…

… ma non si è appena detto che la Blockchain dovrebbe sottrarre il potere di controllo alle autorità centrali ?