STALKING SU FACEBOOK: LA CASSAZIONE DICE Sì

STALKING SU FACEBOOK LA CASSAZIONE DICE Sì

Con sentenza nr 57764 del 2017, la Corte di Cassazione ha affermato che la pubblicazione reiterata di contenuti video e immagini sui social network, con il solo intento di diffondere fra gli utenti della rete dati, veri o falsi, fortemente dannosi e fonte di inquietudine per la vittima, risulta condotta idonea a integrare il reato di stalking.

Chi di noi non ha almeno una pagina personale, profilo o account su instagram, facebook o twitter?  La risposta è scontata. Proprio per tale motivo l’uso dei social network probabilmente rappresenta, oggi, il principale strumento di condivisione di informazioni.

Ormai da tempo la giurisprudenza di legittimità è giunta a ritenere possibile l’integrazione di numerosissime fattispecie di reato attraverso l’utilizzo dei social network, tra le quali appunto il reato ex art 612 bis cp – atti persecutori – più volgarmente denominato “stalking”.

In particolare, la Suprema Corte ha affermato: “la giurisprudenza ammette che messaggi o filmati postati sui social network integrino l’elemento oggettivo del delitto di atti persecutori (Sez. 6, n. 32404 del 16/07/2010 Rv. 248285) e l’attitudine dannosa di tali condotte non è, ai fini che ci occupano, tanto quella di costringere la vittima a subire offese o minacce per via telematica, quanto quella di diffondere fra gli utenti della rete dati, veri o falsi, fortemente dannosi e fonte di inquietudine per la parte offesa”.

Nel caso di specie, era stata creata una pagina Facebook ad hoc dal nome “lapidiamo la rovina famiglie” nella quale l’uomo aveva postato in modo reiterato foto, filmati e commenti con riferimenti impliciti ed espliciti alla vittima, tali da ingenerare in questa un rilevante turbamento psicologico.

In conclusione, la creazione di un profilo Facebook dai contenuti fortemente denigratori di altra persona potrebbe essere qualificata come condotta persecutoria, e quindi punibile ai sensi dell’art 612 bis cp, se non addirittura essere ricondotta a forme di reato più gravi.